Il versante tirrenico della Basilicata maratea04è una zona quasi interamente montuosa, dato che è formata dalle montagne dell’Appennino Lucano che scendono fino al Mar Tirreno, creando scenari molto suggestivi: è proprio qui, in questo breve tratto di costa della Basilicata (poco più di 30km), che si trova Maratea, la ‘Perla del Tirreno’, incastonata tra le montagne ed affacciata sul mare. Tutt’intorno a Maratea, il paesaggio è aspro ed affascinante, caratterizzato da alte scogliere a picco sul mare, con insenature, baie, anfratti suggestivi, splendide calette e ben 131 grotte marine. Tutt’intorno, una folta macchia mediterranea, in cui dominano pini, felci, querce, mirto, lentisco e carrubo, decora la costa e i dirupi scoscesi.

Nella zona di Maratea vi sono pure rilievi montuosi interessanti, come il monte Coccovello (1505m), il Monte Crivo (1277m), il monte Cerrita (1083m) ed il monte San Biagio (605m), situato in una posizione strategica che domina la baia di Maratea e l’entroterra; sulla sommità del monte San Biagio, dove sorgeva l’antica Maratea, si trova la famosa statua del Cristo Redentore, dalla cui base si gode di un panorama magnifico, sospeso tra mare e monti.

Il territorio di Maratea ha visto l’insediamento dell’uomo a partire da circa 40000 anni fa, come testimoniano le tracce rinvenute nelle numerose grotte della zona, e quelle rinvenute nell’attuale porto di Maratea, risalenti al 1500 a.C., testimonianza del passaggio dei Greci da Maratea. Successivamente, attorno al VII-VIII secolo,cristoredentoremaratea un gruppo di Monaci Basiliani si insediò nella zona superiore, sul Monte San Biagio, dove, a partire dal loro eremo, crearono l’abitato fortificato, denominato Castello. È in questo periodo che giungono a Maratea le reliquie di san Biagio, giunte nel 732 a bordo di una nave che, secondo la leggenda, fu sospinta contro l’isolotto di Santo Janni da una violenta tempesta che la costrinse a rimanere alla fonda per molto tempo, e questo evento fu interpretato come segno della volontà del Martire Biagio di voler ‘riposare’ nella fortezza inespugnabile dell’antica Marathia, di origine bizantina. Più tardi, Maratea subì la sorte di molte località della Puglia e della Basilicata in quei tempi, venendo dominata dagli stranieri: Bizantini, Longobardi, Arabi, Normanni, Angioini,

Aragonesi e Spagnoli si contesero e dominarono, per decenni, la città fortificata di Maratea, per la sua posizione strategica e per la sua importanza. Nel frattempo, sulla costa, è sorto anche l’abitato di Maratea Borgo, che si espanderà ben presto e diventerà altrettanto importante per gli scambi commerciali, a partire dal XVI secolo.

Maratea è detta anche la città delle 44 chiese, collocate nelle numerose frazioni Acquafredda, Brefaro, Castrocucco, Cersuta, Fiumicello-Santa Venere, Marina, Massa, Porto, Curzo, Ondavo, San Nicola e Santa Caterina. La Basilica di San Biagio si trova nella parte alta di Maratea, nel Rione Castello, ed è intitolata al Santo Patrono della città. Si presume che la chiesa sia stata edificata nel punto dove anticamente sorgeva un tempio dedicato alla maratea_f_san-biagiodea Minerva, ma, dopo esser stata intitolata per alcuni secoli alla Madonna delle Grazie, nel 732 d.C. ricevette le spoglie di san Biagio, e da allora fu dedicata a questo Santo. All’esterno della Basilica, al centro del timpano, si trova la statua in marmo di San Biagio. All’interno, invece, tra le numerose opere d’arte si trovano l’Altare della Madonna delle Grazie, l’affresco della Madonna con Bambino, il tabernacolo in marmo, alcuni bassorilievi ed il dipinto di San Macario. Le reliquie di San Biagio si trovano all’interno di un’urna, custodita nel ‘sacello’, all’interno del quale vi è pure il busto di San Biagio ed un bellissimo medaglione in marmo.

Nella zona Borgo di Maratea si trova la Chiesa di Santa Maria Maggiore, detta anche Chiesa Madre, risalente al XII secolo, edificata dapprima in stile romanico e restaurata in stile barocco dopo il sisma del 1857 in Basilicata. Altri luoghi di culto interessanti sono la Chiesa dell’Annunziata, risalente al XVI secolo, edificata in stile barocco, la Chiesa dell’Addolorata, dove si trova un bel dipinto del martirio di San Biagio, la chiesa dell’immacolata, costruita su di un’antichissima cappella votata a San Pietro, e la Chiesa dell’Immacolata.

Sopra Maratea, sulle montagne, si trovano poi numerose chiesette e cappelle che fungevano da riparo o da luogo di preghiera per i viandanti che, anticamente, si spostavano tra i diversi paesini della zona. Caratteristiche del luogo sono la Chiesa della Madonna della Neve, la Chiesa della Madonna della Pietà e le Cappelle di San Giovanni e di San Paolo. Sul monte di San Biagio, poi, si trova la Grotta dell’Angelo, proprio sotto la statua del Cristo Redentore: si tratta del primo luogo di culto cristiano del territorio, e, all’interno, si trova ancora un affresco deteriorato raffigurante San Giovanni, San Michele Arcangelo e la Crocifissione; sulle colline di fronte all’Isola di Santo Janni si trova la Grotta di Zu Ianco, antica dimora di eremiti o sito di catacombe.